Il viadotto “Chiusa”, realizzato intorno al 1976 per la realizzazione della variante alla SS18 “Tirrena Inferiore”, è stato interessato da un evento franoso lento che ha coinvolto 2 pile intermedie, con conseguente dissesto della struttura. Dopo aver realizzato alcuni interventi per la messa in sicurezza temporanea dell’opera, la Provincia di Salerno ha deciso di intervenire in modo definitivo per il ripristino funzionale e tecnologico dell’opera, attraverso: la sistemazione idrogeologica dell’area; il ripristino dell’impluvio naturale esistente, del tutto ostruito; la demolizione delle due pile interessate dal dissesto e degli impalcati in c.a.p. poggianti su di esse; il consolidamento delle restanti pile in c.a.p e delle spalle; il rimodellamento dell’area di pendio tra la stradina a monte del viadotto e il ripristino strutturale puntuale della soletta dell’impalcato del viadotto “Agropoli”. Sulla scorta delle esigenze e delle criticità, si è proceduto alla definizione del progetto, nella sua interezza, di ricostruzione parziale e di riparazione e consolidamento del viadotto “Chiusa”.
Attraverso una preliminare valutazione di vulnerabilità sismica oltre che analizzando attraverso il software Plaxis i dati di stabilità del versante, sulla scorta anche dei monitoraggi effettuati nel tempo dalla SA sul viadotto e sul versante in frana, sono stati desunti e formulati una serie di progetti ed interventi, finalizzati ad ottimizzare dal punto di vista funzionale ed economico l’intervento. Non potendo operare soluzioni in variante o che alterassero profondamente le ipotesi originarie, si è prevista la parziale demolizione e ricostruzione di alcune campate, oltre che interventi di potenziamento ed adeguamento fondale ed in elevazione delle restanti opere. Particolarmente complesso è stata la definizione degli interventi sul pendio: dalle diverse simulazioni effettuate, si evidenziava che la presenza di moti di circolazione sotterranea, unitamente alle acque di infiltrazione dalla superficie, tendevano ad aggravare ed attivare i moti di scorrimento superficiali. Pertanto, si è optato per soluzioni, rispetto a quelle del progetto originario, che prevedevano limitate opere di contenimento e dreni sub-orizzontali in luogo di ulteriori palificate e paratie.